Quello in cui credo
Il mio mestiere è quello di raccontare storie agli altri. Devo raccontarle. Non posso non raccoontarle. Racconto storie di altri ad altri. O racconto storie mie a me stesso o agli altri. Le racconto su un palco di legno, con altri esseri umani, in mezzo a oggetti e luci. Se non ci fosse il palco di legno, le racconterei per terra, in una piazza, in una strada, in un angolo, a un balcone, dietro una finestra. Se non ci fossero esseri umani assieme a me le racconterei con pezzi di legno, brandelli di stoffa, carta ritagliata, latta, con qualsiasi cosa esista al mondo. Se non ci fosse niente, le racconterei parlando ad alta voce, se non avessi voce parlerei con le mani, con le dita. Se non ci fossero le mani e le dita, le racconterei con il resto del corpo. Racconterei muto, racconterei immobile, racconterei attraverso i fili, dentro uno schermo, dentro una ribalta. In qualsiasi modo racconterei, perchè l'importante per me è raccontare le cose ad altri che ascoltano. Non capite che il resto non conta quasi nulla?"
Giorgio Strehler
La critica dice di me...
(...) Operazione di ambigua fascinazione lirica che (...) ammalia per la rara capacità interpretativa del bravissimo Emilio Zanetti che riesce a dare plasticità ed interesse alla sibillina musa dell'autore. (...)


